La tredicesima carta degli Arcani Maggiori dei Tarocchi è la carta della Morte, noto anche come Arcano senza nome. La rappresentazione grafica della figura della Morte è più o meno riconducibile alle raffigurazioni note nell’immaginario collettivo: si tratta del classico scheletro vestito con una tunica e con il teschio coperto di un cappuccio e con in mano una falce. Il numero 13 e la carta della Morte sono strettamente collegati dalle superstizioni popolari che aleggiano attorno alle caratteristiche sventurate del numero in questione, sempre visto di cattivo occhio e come porta sfortuna. Il significato della carta, più specificamente nell’ambito dei tarocchi e degli Arcani Maggiori, è una sorta di invito a riflettere, il ricordo all’uomo della fragilità della propria esistenza e delle incertezze che sottostanno al destino; può anche stare a significare la fine di un cliclo, e l’inizio di un nuovo periodo di cambiamenti e di inaspettate novità. Ma due sono le interpretazioni a seconda che la carta appaia al diritto oppure al rovescio: nel suo significato da diritto, la carta è da interpretare come lo stravolgimento in positivo della propria esistenza, che si manifesterà in un cambiamento inaspettato. Nella sua accezione negativa, la carta al rovescio sta a significare una malattia, un periodo negativo e un pegioramento della situazione in cui si vive.

La tredicesima carta dei Tarocchi: la carta della Morte












