Astroarcheologia? Astro e archeologia? Di cosa stiamo parlando? Essa si può definire come la scienza che studia i monumenti cosiddetti megalitici come ad esempio Stonehenge. I megaliti sono quelle strutture maestose, monumenti imponenti, fatte di pietra dal fine prettamente religioso o a scopo funebre. I megaliti sono sparsi per tutto il mondo, dall’Africa all’India sino all’Estremo Oriente. Proprio vista la struttura maestosa, l’astroarcheologia crede che i megaliti abbiano uno stretto legame con la posizione dei corpi celesti e della configurazione della Terra. Riassumendo, quindi, l’astroarcheologia è lo studio di tutte quelle architetture delle civiltà antiche progettate in maniera fortemente collegata alle credenze astronomiche del tempo.

L’astroarcheologia ha dunque un collegamento vistoso fra gli umani e gli extraterrestri, è una scienza antichissima, un sapore astronomico ricco e ormai quasi dimenticato. Spesso come l’astrologia stessa, l’astroarcheologia fu considerata una pratica eretica. L’astroarcheologia studia i ritrovamenti, gli indizi dei secoli scorsi e delle strutture maestose create che testimoniano il legame fra l’uomo e le creature extraterrestri. I Maya sembra che possedessero una conoscenza molto vasta dei pianeti circostanti, in relazione al Sistema Solare. Osservando dall’alto Stonehenge si può vedere come esso sia composto da una serie di cerchi concentrici e i cerchi corrispondono alle orbite dei pianeti del Sistema Solare. Un’altra interpretazione più recente di Stonehenge è la visione del monumento come di un calendario astronomico che veniva usato per calcolare le eclissi solari.

stonehenge - astroarcheologiaLa combo astrologia – archeologia è sicuramente affascinante e tutto sembra essere rivolto al Sole e al Sistema Solare. Gli studi hanno messo in luce come alcune strade di città medievali erano state costruite proprio orientate nella direzione del Sole quando sorge, nel solstizio estivo. Altra scoperta fu che la grande piramide di Cheope è stata costruita in relazione all’asse terrestre. Secondo l’astroarcheologia quindi alcune strutture imponenti e maestose, che dovevano non solo essere un simbolo ma veri e propri monumenti che saranno ricordati nei secoli, sono stati costruiti in relazione alla Luna e al Sole in determinati giorni e periodi dell’anno.

Il pioniere dell’astroarcheologia fu John Michell ma non vanno dimenticati nomi come Stukeley, Lockyer, Atkinson, Watkins, Thom. Dal ‘700 fino ai giorni nostri, questi studiosi hanno cercato di svelare i misteri che si celano dietro ad architetture come Stonehenge. Grazie a loro si sono scoperti i cromlech, dove il cielo si specchia nella terra, calendari astronomici e precisi calcoli che fin dall’antichità hanno animato le civiltà. L’astroarcheologia o archeastronomia unisce quindi il sapere di due importanti studi come quello astronomico e quello archeologico creando un forte legame fra l’architettura, gli edifici e i monumenti costruiti e il cielo. Autore di ben oltre 40 libri, John Michell cercò di spiegare nella sua prosperosa vita il legame che fonda una scienza come quella astroarcheologica. Divulgatore delle conoscenze antiche, John Michell convinse addirittura i Rolling Stone a visitare Stonehenge, approfondendo ulteriormente il tema degli ufo, degli extraterrestri. Secondo Michell inoltre l’epicentro del New Age fu la cittadina di Glastonbury dove si verificavano strani fenomeni. Tutt’oggi esistono associazioni internazionali che si occupano di portare avanti gli studi astroarcheologici come ad esempio l’ISAAC ossia l’International society for Archeaastronomy and Astronomy in Culture e l’ESAC ossia l’European society for Astronomy in Culture. All’Università di Leicester c’è addirittura un corso dedicato all’astroarcheologia.